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Cenni su di me:
E' sempre un piacere scrivere biografie, lo è sensibilmente meno lanciarsi in un' autobiografia in cui non è mai lecito parlare di se stessi senza infamia nè lode; mi scusi quindi il lettore se ciò che leggerà sarà una spoglia disamina di avvenimenti. Nello scatto sottostante (ringrazio l'autore Stefano Amirante e l'art director Fabio Santini) potete vedere il mio aspetto fisico.
 

Anagraficamento parlando vedo la luce nel Novembre del 1974 in quel di Bologna, ovviamente mi devo fidare di quello che mi dicono, dato che non mi ricordo nulla di tutto ciò che fù prima degli anni '80. Sono nato e cresciuto in una brava e tranquilla famiglia di operai, di quelle famiglie che amano vivere con i piedi per terra e che non hanno ancora abdicato dal ruolo di genitori che cercano di insegnare qualcosa ai figli.  Da piccolo giocavo a tennis nel cortile sotto casa, pedalavo per ore facendo le solite 3 stradine, stavo pomeriggi interi a tirare la palla dentro il canestro ed incredibilmente non mi annoiavo, potenza della gioventù... In compenso la scuola era un vero supplizio per me, probabilmente lo era anche per i miei docenti che non si sono mai sforzati di spiegarmi il motivo per cui mi spiegavano qualcosa ed il motivo per cui la stessa cosa la avrei dovuta ricordare per il resto della mia vita mortale. Il primo computer che ho sognato era un Olivetti M24 e costava un milione, l'ho desiderato davvero tanto, ma quella cifra era assolutamente sproporzionata per molte tasche, soprattutto per le mie. Per averne uno dovetti aspettare il primo lavoro, avevo 19 anni e non sapevo nulla di informatica, molte operazioni riuscivo a farle solo utilizzando un vecchio programma sotto dos (pctools). Da allora ho studiato parecchio ed ho imparato da autodidatta ad utilizzare diversi sistemi operativi e centinaia di programmi (molti di questi li trovate recensiti nella sezione software di questo sito). Anche la musica assume un ruolo importante nella mia vita, soprattutto dall' età di 15 anni quando mi fu regalata una batteria Tama che corredai prontamente con una serie completa di piatti Paiste serie Alfa (ride, crash e due splendidi heavy hi-hat). Comincio da autodidatta ma mi accorgo che i progressi sono scarsi e quindi mi rivolgo ad un amico che mi indirizza da un bravo insegnante di batteria (Marco Raimondi). Poi parto militare ed approfitto del tanto tempo libero per leggere qualche buon libro ed imparare a suonare la chitarra, mi compro una classica da studio e mi faccio dare qualche rudimento dai commilitoni. Finito il militare (ero a Napoli) torno nella terra natia e riprendo lo studio dei due strumenti, ma il tempo è poco dato che decido di tornare sui banchi di scuola per diplomarmi. Nel frattempo matura sempre più l'interesse per la fotografia, acquisto la mia prima reflex a pellicola ed un paio di orrende ottiche universali (tanto comode quanto qualitativamente scarse). Nel frattempo conosco la mia attuale compagna con cui inizio a convivere in un miniappartamento acquistato con mille sacrifici. La passione per la fotografia si fa sentire sempre di più ma i risultati sono scarsissimi, colpa del fotografo ma anche dell' attrezzatura indecente. Da una parte compero ottiche professionali, dall' altra passo intere giornate sulle riviste e sui manuali di fotografia col risultato di ottenere un sensibile miglioramento, che però non mi basta ancora. Decido di dare una brusca accelerata e, sconsigliato da tutti, faccio la pazzia di acquistare un corpo professionale, la 1Dmk2N di casa Canon. Il feeling è subito ottimo, finalmente si spalanca un mondo nuovo in cui mi trovo pienamente a mio agio ... la fotografia abbinata all' informatica mi fanno compiere notevoli passi in avanti, le foto cominciano finalmente a piacermi davvero. Cerco ovunque accrediti per potermi costruire un buon portfolio e per potermi confrontare con il mondo professionale ma soprattutto per fare esperienza sul campo di battaglia. Nel frattempo, messi da parte riviste e manualetti, decido di reperire le me informazioni da internet frequentando il newsgroup it.arti.fotografia.digitale e documentandomi presso diversi siti italiani ed inglesi. Amo tutti i generi di fotografia, ma prediligo lo sport. Per il futuro non ho grossi progetti, se non quello di crescere bene i miei figli: Silvia e Dario. Ho anche un "bimbo" adottivo, si chiama Black. Abbaia e cammina con 4 zampette, ma è come un bimbo.